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In marcia a Barbiana contro odio e discriminazione

Cittadini e istituzioni in silenzio hanno percorso la strada fino alla chiesa dove don Milani fondò la scuola. Rossi: "Esperienza da non infangare"

VICCHIO — La Toscana solidale si è messa in marcia nonostante il freddo e ha percorso i tre chilometri di salita che portano dal monumento ai martiri di Padulivo di Vicchio alla chiesa di Sant'Andrea a Barbiana dove don Lorenzo Milani fondò la sua scuola e operò. Alla marcia ha partecipato, insieme ai sindaci del Mugello, il presidente della Regione Enrico Rossi che con il primo cittadino di Vicchio Filippo Carlà Campa ha scritto nei giorni scorsi una lettera per chiedere che il messaggio del priore di Barbiana non sia distorto ma compreso e usato come spunto di riflessione oggi. 

"L'esperienza di Barbiana è così alta che non può essere infangata. Tutti devono rispettarla e attingere ad essa, come a una fonte, per riflettere sul presente e sul futuro, proprio e della propria comunità. A me pare che mai come oggi tutti noi siamo chiamati in causa, personalmente, per un impegno di solidarietà verso chi ha bisogno, senza distinzioni di appartenenza nazionali, etniche o di classe". 

L'idea della marcia, senza bandiere né gonfaloni, è nata in accordo con la Fondazione Don Lorenzo Milani che a Barbiana ha sede. Al corteo si sono uniti cittadini, istituzioni e Guido, uno degli ultimi ex alunni di don Lorenzo. 

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