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Forteto, Fiesoli resta in carcere

Lo ha deciso la corte di appello di Firenze sul ricorso presentato dopo la Cassazione dal difensore di Fiesoli. La pena è stata ridotta

FIRENZE — Rodolfo Fiesoli, 76 anni, il fondatore della comunità del Forteto di Vicchio del Mugello, resta in carcere dopo la sentenza della Cassazione del 22 dicembre scorso. Ma ci resta con "pena eseguibile" per uno solo dei reati contestati, cioè la violenza sessuale su un ospite e non per tutti quelli per cui è stato condannato. 

Lo ha deciso la corte di appello di Firenze emanando un'ordinanza sul ricorso per "incidente di esecuzione" presentato dopo la Cassazione dal suo avvocato Lorenzo Zilletti. Nella pratica non cambia molto, Fiesoli adesso è e resterà in carcere. Ma con questa decisione ''cala'' il peso del calcolo degli anni da scontare.

Rispetto alla condanna confermata dalla Suprema Corte a 14 anni, 7 mesi e 17 giorni, la corte di appello ha infatti determinato che l'eseguibilità della pena vale soltanto per un capo di imputazione ed è pari a un tempo di 6 anni e 2 mesi, da ridurre ulteriormente a 5 anni, 8 mesi e 17 anni per lo ''sconto'' dovuto all'esecuzione di misure precedenti (domiciliari). 

L'avvocato Zilletti ha annunciato di voler impugnare in Cassazione l'ordinanza della corte d'appello.

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