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Forteto, Fiesoli ricorre alla Corte europea

La Corte europea per i diritti dell'uomo

Il fondatore del Forteto, condannato in via definitiva dalla Cassazione per abusi, presenterà ricorso alla Corte europea per i diritti dell'uomo

FIRENZE — Il fondatore della comunità del Forteto di Vicchio del Mugello, Rodolfo Fiesoli, ritiene di aver subito un processo non equo. E il giorno dopo il pronunciamento della Cassazione che lo ha condannato in via definitiva a 14 anni e dieci mesi di carcere per gli abusi inflitti ai minorenni affidati al Forteto, ha deciso di incaricare i suoi legali di presentare ricorso alla Corte europea per i diritti dell'uomo.

Quando è stato informato della condanna definitiva Fiesoli, 78 anni, si è consegnato ai carabinieri di Padova, la città più vicina al luogo in cui si trovava in quel momento, e adesso è in carcere (vedi qui sotto gli articoli collegati).

"La condanna e la carcerazione di Fiesoli sono un misero contentino, fare giustizia ormai è impossibile - ha commentato uno dei difensori delle vittime, l'avvocato Giovanni Marchese - Fiesoli viene arrestato ma per quarant'anni ha fatto quello che voleva e il disastro che ha provocato è irreparabile. Ci sono famiglie devastate, fratelli e sorelle che non si parlano più. Anche per quanto riguarda la parte economica, a parte pochi che sono stati risarciti, molte vittime adesso sono in gravi difficoltà economiche. Dire che con l'arresto di Fiesoli si chiude un capitolo è offensivo per le vittime. E intanto la commissione parlamentare d'inchiesta sul Forteto non parte perchè si litiga su chi deve presiederla".

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