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Bimbo ucciso: "Il padre è socialmente pericoloso"

Lo hanno dichiarato due giorni prima dell'omicidio i periti incaricati dal giudice che stava indagando su Niccolò Patriarchi per maltrattamenti

FIRENZE — Due giorni prima che Niccolò Patriarchi, forse in preda a un raptus di follia, uccidesse a coltellate il figlio di un anno Michele (vedi qui sotto gli articoli collegati), a Firenze si teneva l'incidente probatorio chiesto dal gip nell'ambito di un'inchiesta avviata nel febbraio precedente sempre su Patriarchi, accusato di maltrattamenti in famiglia per aver preso a testate la compagna. E in sede di incidente probatorio, i periti incaricati dal gip dichiararono che, a loro avviso, l'uomo era "socialmente pericoloso e avrebbe dovuto curarsi" e che "poteva essere tenuto sotto controllo con i farmaci".

Secondo quanto ricostruito in una nota dall'azienda sanitaria fiorentina (vedi qui sotto l'articolo collegato), Patriarchi "manifestava condotte violente e aggressive soprattutto in ambito familiare" e sempre nel febbraio scorso fu portato al pronto soccorso dell'ospedale di Borgo San Lorenzo dai carabinieri. In quella sede, l'uomo si ricoverò volontariamente nel reparto di psichiatria. Ma nè in quell'occasione e nè prima nè dopo fu sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio.

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